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BERLUSCONI E LE BATTUTE DA CABARET

"Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai...". Silvio Berlusconi al termine di un comizio a Sassari e' tornato cosi' a parlare dello stupro avvenuto alle porte di Roma. Cosa dire? Come rispondere a tanta ignoranza? Ogni volta che la realtà si incarica di infrangere l’immagine di efficienza dell’esecutivo, dalla crisi economica alla sicurezza, Berlusconi minimizza e ci fa la battuta di cattivo gusto. Battute che potrebbero fare i cittadini italiani al bar, al ristorante, allo stadio, in famiglia. Ma lasciatemelo dire: battute che non possono uscire dal Presidente del consiglio di una democrazia consolidata (per quanto, pure sul "consolidata" avrei da ridire). Il premier tenta di minimizzare le problematiche con interventi da cabaret. E il mondo ci ride dietro. Berlusconi, in realtà, dovrebbe preoccuparsi seriamente di vicende tanto delicate lasciando da parte le battute, che servono solo a nascondere il fallimento di chi, in campagna elettorale, aveva usato come una clava la questione della sicurezza. Militari, ronde, lotta ai clandestini: tutto a puttane! Cosa sarebbe successo se al governo ci fosse stato Romano Prodi? Le urla e gli schiamazzi fascio-forzisti si sarebbero sentiti giorno e notte. Ora che sono al governo loro invece, l'informazione di regime ci vuole far credere che va tutto bene: ed intanto, in verità, andiamo in recessione economica, aumentano gli stupri, aumentano i clandestini, aumentano i disoccupati ed aumentano le famiglie povere . Alziamo la voce contro questo governo-buffone, contro questo presidente del consiglio che non c'è, contro la dittatura dolce che si sta instaurando nel nostro paese. Non smettiamo mai di far sentire le nostre voci.

Pubblicato il 26/1/2009 alle 21.20 nella rubrica Politica Interna.

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