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TRA PECORONES E DEMOCRATICI



Non sprecherò tante parole per descrivere l'adunata di pecorones di ieri pomeriggio a Roma, realizzata da Alleanza Nazionale. Mi è bastata l'intervista fatta a vari ragazzi delle libertà ai quali si chiedeva che ne pensassero di Beppe Grillo;  tutti in coro hanno risposto: "a noi ce piace la Ferilli!".
Tra insulti, croci celtiche e saluti romani, senza dimenticare la presenza della Mussolini, la manifestazione si è mostrata una vera "cafonata", una "provincialata", tra mortadelle e gente che ha manifestato per difendere i propri privilegi, contro la legalità e contro lo stato italiano, per giustificare l'evasione fiscale e per far dimenticare alla gente come ci aveva ridotto sul lastrico il governo demagogico ed illiberale targato Berlusconi-Fini-Bossi-Casini.

Ma passiamo ad altro: oggi si vota per l'elezione dell'assemblea che andrà a redigere il nuovo statuto del Partito Democratico. Certo l'evento è tale che si dovrebbe andare a votare.
La nascita di un partito nuovo con aspirazioni di democrazia e di trasparenza, di innovazione e di rifondazione del patto tra cittadini riformisti e politica, è un grande evento. Un partito il cui segretario annunciato, Walter Veltroni, è sicuramente un grande esponente della politica italiana che io considero molto affidabile, serio e corretto e che ho appoggiato nell'amministrazione di Roma in questi anni. Un segretario a cui auguro, per il bene dell'Italia, di diventare il prossimo presidente del consiglio.
Eppure io ho deciso di non votare. O meglio andrò a votare (il voto è un diritto-dovere conquistato con il sacrificio di migliaia di partigiani, morti per la libertà e la democrazia) ma lascerò la scheda bianca. Se dovessi votare sceglierei uno tra Veltroni o Adinolfi (con Walter, come ho già detto prima, in pole-position). Ci sono varie contraddizioni che non mi vanno proprio giù: prima fra tutte, il fatto che le liste siano bloccate (alla fine voti sempre quelli che hanno deciso loro per te, con i soliti "capocetta" di turno) e che il risultato di tale partito ha tanto il sapore di essere una sommatoria tra gli apparati di Ds e Margherita (la società civile mi sembra veramente tagliata fuori). In sostanza non mi sento in nessun modo rappresentato dal partito democratico dai candidati che vedo in lista per l'assemblea costituente. L'inizio di questo partito democratico, per ora, non mi convince. Parteciperò al voto, ma con mille dubbi.
Staremo a vedere.

Pubblicato il 14/10/2007 alle 11.50 nella rubrica Politica Interna.

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