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PER NON DIMENTICARE



Proprio nella mattina di ieri, il Presidente della Repubblica ha voluto ricordare la strage di Marzabotto: nel quadro di un'operazione di rastrellemento di vaste proporzioni diretta contro la formazione partigiana Stella Rossa, furono uccise 770 persone italiane dai nazi-fascisti.
 Come dimenticare il fatto più grave: nella frazione di Casaglia di Monte Sole, la popolazione atterrita si rifugiò nella chiesa, raccogliendosi in preghiera. Irruppero i tedeschi, uccidendo con una raffica di mitragliatrice il prete, don Ubaldo Marchioni, e tre vecchi. Le altre persone, raccolte nel cimitero, furono mitragliate: 147 vittime, tra i quali 50 bambini. Fu l'inizio della strage. Ogni località, ogni frazione, ogni casolare fu setacciato dai soldati nazisti e non fu risparmiato nessuno. Ripeto: dopo quasi sei mesi di rastrellamenti, furono uccise 770 persone italiane.
L'eccidio nazifascista di Marzabotto 'rimane profondamente inciso nelle nostre coscienze', lo sostiene il presidente Napolitano.'Non per mantenere vivi sentimenti di odio', spiega il capo dello Stato, ma per ritrovare le ragioni 'della riconciliazione fra i popoli'.Per il presidente della Camera Bertinotti 'tenere viva la memoria' e' 'dovere civile e morale' per tutti; per il ministro Fioroni la scuola ha 'l'obbligo di far conoscere agli studenti di oggi e di domani i fatti storici'.

E ci sono, purtroppo, cittadini italiani, che hanno il coraggio di dimenticare e, soprattutto, di non condannare. Ma non si vergognano?
Io non dimenticherò mai e farò di tutto per non far dimenticare agli altri: perchè il loro sacrificio non sia vano. MAI.

Pubblicato il 8/10/2007 alle 10.3 nella rubrica Resistenza Italiana.

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