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SULLA VITTORIA DI SARKOZY, CON UNO SGUARDO AL POPOLO DELLA DESTRA BERLUSCONIANA.

<B>Sarkozy, primo discorso da presidente<br>"Voglio restituire l'orgoglio alla Francia "</B>

Nicolas Sarkozy sarà il nuovo inquilino dell'Eliseo, o per dirla in maniera più ufficiale, il nuovo presidente della Francia, il sesto della Quinta Repubblica.
Questo hanno deciso il 53% circa dei francesi nel ballottaggio che vedeva  l'esponente gollista sfidare la socialista Segolane Royal, che ha ottenuto il 47% dei voti.
Dunque Sarkozy, 52 anni, assumerà la carica il 17 maggio succedendo a Jacques Chirac, e come avevano previsto i sondaggi degli ultimi giorni, si è imposto in modo chiaro ma non netto,  come la destra andava "blaterando".
Interessante notare che il voto dei sostenitori del candidato centrista François Bayrou, si è diviso equamente: 40% per Sarkozy e 40% per Royal, conil 20% di astensioni o voti nulli. Il 66% degli elettori del candidato di estrema destra Jean-Marie Le Pen ha invece votato per Sarkozy, mentre il 19% si è astenuto, come aveva indicato il leader del Fronte nazionale.
Da sottolineare il "fair-paly" tra i due candidati: infatti, Ségolène Royal, ha riconosciuto subito la sconfitta telefonando a Sarkozy per felicitarsi della sua vittoria e, quest'ultimo, si è congratulato lo stesso con il suo avversario, soprattutto per la campagna elettorale svolta dalla socialista.

Ma ora veniamo all'Italia e ai cittadini italiani: numerosi blogger di destra hanno esultato per la vittoria di Sarkozy. Però il problema è che Sarkozy, solo formalmente può considerarsi "vicino" alla destra italiana in quanto sostanzialmente ci sono delle differenze abissali.
Scopriamole insieme:

prima di tutto ho apprezzato il discorso di Sarkozy  per la sua linea "progressista" ed "europeista" (mi verrebbe da dire più di sinistra che di destra): "
sono sempre stato europeista, e credo alla costruzione europea e questa sera tutti noi siamo più europei".
(ora spiegalo ai miei amici leghisti e al nostro Bugiardoni che in Europa non ci voleva nemmeno entrare);

il nuovo presidente della Repubblica francese ha più volte partecipato alle commemorazioni della Resistenza in Francia, mentre il nostro caro Silvio si è più volte vantato di non avere mai parteciapato a nessuan di esse in Italia;

il nuovo presidente della Repubblica francese è FAVOREVOLE AI PACS, mentre Berlusconi si è detto totalmente contrario allo sviluppo e garanzia di tali diritti per le coppie di fatto (etero e non);

il nuovo presidente della Repubblica francese è nato e vissuto politico: il classico cittadino che Berlusconi disprezza e considera parassiti;


il nuovo presidente della Repubblica francese è contro ogni tipo di evasione fiscale,  e quindi, altro che "autodifesa" made in Berluscolandia;

il nuovo presidente della Repubblica francese ha rifiutato l'alleanza con l'estrema destra xenofoba e razzista (certo poi ovviamente gli elettori di Le Pen hanno votato per il meno peggio secondo la loro visione nazi-fascista), mentre Berlusconi  ha accettato di buon grado i voti dell'estrema destra italiana guidata dalla Mussolini e da Forza Nuova.
Chiedete a questi simpatici amici che ne pensano degli omosessuali;

il nuovo presidente della Repubblica francese si è si definito amico degli Usa ma non succube e suddito: Sarkozy chiede agli USA di diventare il faro della lotta contro il surriscaldamento globale. E lo chiede proprio a colui che rifiutò di sottoscrivere Kyoto con la scusa che "gli americani non possono ridurre il loro tenore di vita". Il neopresidente ha poi proseguito: "Voglio dire agli americani che la Francia sara' sempre al loro fianco quando ne avranno bisogno, ma l'amicizia significa anche saper accettare il fatto che gli amici possono pensarla in modo diverso". Forse ora diranno che anche Sarkozy è amico dei terroristi, come D'Alema (o non è che si tratta di una politica estera seria ed autonoma?).
Come ben sappiamo invece, per Berlusconi, ciò che dice Bush è legge;

Ma la "chicca" finale riguarda il primo commento di Silvio alla vittoria di Sarko: "La netta affermazione di Nicolas Sarkozy dimostra la volonta' di cambiamento che sta attraversando tutta l'Europa e non solo la Francia".
Ma mi domando: Chirac che è, un socialista? Quale cambiamento?
E Berlusconi aggiunge: Sono legato a Nicolas Sarkozy da antica stima ed amicizia sul piano personale; il nostro Silvio,  dopo Vladimir, Geo"rrr"ge, Gheddafi, Merkel, Blair e chi più ne ha più ne metta, ha trovato un nuovo amico: Sarko.
Tanto è risaputo: chi trova un amico, trova un "tesoro".


Domanda finale: ma che avranno da esultare i miei amici di Tocqueville e del Giulivo se in Francia ha vinto uno che ha poco, o niente, da spartire con Berlusconi? Ricordando, inoltre, che tanti di loro, avrebbero preferito un Le Pen alla guida della Francia.

Pubblicato il 7/5/2007 alle 0.28 nella rubrica Politica Estera.

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