Blog: http://RinascitaNazionale.ilcannocchiale.it

SERIETA' AL GOVERNO: VIA DALLA SPORCA GUERRA.



Parliamoci chiaro: in Iraq è in corso una vera e propria guerra civile.
Sunniti contro sciiti, musulmani contro le forze "straniere", iraniani e siriani infiltrati in Iraq per destabilizzare il tutto ed infine polizia irachena contro gli stessi iracheni.

Un quadro storico drammatico. La guerra in Iraq sarà ricordata come la peggiore mossa politica e militare della storia contemporanea. Il Vietnam è poca cosa in confronto.
Ogni giorno, purtroppo, sono centinaia i morti, civili e non.
Bush ha sbagliato, ormai è noto a tutti, solo gli stolti possono ancora credere alle armi di di"stra"zione di massa e alla guerra "giusta". Il principio della guerra è sbagliato in se.
E' stata una guerra di interesse, una guerra di petrolio, un atto di neo-colonialismo economico.

Berlusconi decise di partecipare alla guerra targata USA per "allietare" il suo amico Georrrge.
MA LA GUERRA E' STATA PERSA.

La presenza delle forze armate italiane in Iraq, coordinata nell'ambito della missione "Antica Babilonia", era iniziata nell'aprile del 2003. Complessivamente, l'operazione ha impegnato 1.677 militari dell´esercito, marina, aeronautica e carabinieri. La maggior parte di questi uomini è stato impiegato per controllare la provincia meridionale di Dhi-Qar, il cui capoluogo è Nassiriya.

In due anni e mezzo di impegno, le forze italiane hanno subito gravi attacchi da parte della guerriglia irachena. Il più sanguinoso è quello del 12 novembre 2003, quando un camion bomba scagliato contro la base "Maestrale" di Nassiriya provocò l´esplosione del deposito di armi della caserma, posto accanto all´ingresso dai militari italiani. Diciannove furono le vittime, 17 militari e due civili che stavano girando un documentario. In totale, tredici soldati sono morti in incidenti avvenuti durante le operazioni di addestramento e pattugliamento. A questi va aggiunto l'eroe Nicola Calipari, funzionario del Sismi ucciso dall´esercito statunitense mentre era impegnato nella liberazione della giornalista sequestrata Giuliana Sgrena.

Ma Prodi lo aveva promesso: VIA DALL'IRAQ. E cosi sarà cari lettori del mio blog.
«A Nassiriya rimangono solo 60-70 soldati italiani per la consegna delle caserme alla polizia irachena. Tra il primo e il due dicembre anche questi saranno tutti a casa». È il presidente del Consiglio, Romano Prodi, a confermarlo. Prodi ha anche spiegato che il grosso del contingente italiano ha già lasciato l'Iraq: «Senza tanti proclami un convoglio lungo dieci chilometri è arrivato nel Kuwait».

Infine ha spiegato di aver parlato anche con il presidente americano George Bush: «Mi ha detto che gli dispiaceva ma che sapeva che ce ne saremmo andati dall'Iraq perché lo avevo detto in campagna elettorale».

SERIETA' AL GOVERNO, SEMPRE E COMUNQUE.
NO ALLA GUERRA, SI ALLA PACE NEL MONDO.

Pubblicato il 28/11/2006 alle 10.26 nella rubrica Politica Estera.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web