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MEDIO-ORIENTE: NASCE L'ASSE ROMA-PARIGI-MADRID. E SILVIO BERLUSCONI?



Siamo alle solite. Tenterò di spiegare ai lettori del mio blog, la differenza tra il governo Berlusconi e il governo Prodi, su una tematica attuale soprattutto in questo periodo. Infatti, oggi, ci occuperemo della politica estera italiana.
 
Quella di Berlusconi è stata pressocchè servile nei confronti dello stato padrone del mondo, quello americano. Fedele servitore dell amico George, Berlusconi ha portato l'Italia a realizzare due guerre, una in Iraq e una in Afgnanistan. Purtroppo per Silvio, la ricerca delle armi di di"stra"zione di massa non ha portato a nessun risultato: come sappiamo non si è trovato niente. E purtroppo, sempre per lui e per i fedelissimi elettori del "ducetto di arcore", la situazione in Iraq e in Afghanistan è peggiorata, tanto che tanti storici parlano di nuovo Vietnam.

Anche gli elettori americani hanno capito l'enorme errore commesso dal presidente Usa, tutti, tranne i vari Bondi, Schifani, Cicchitto Bonaiuti e il prode Berlusconi. Loro continuano a difendere Bush, anche quando lui stesso afferma di aver commesso "qualche" errore.
I forzisti no, continuano nella loro linea strategica. E come dar loro torto? Affermare che Bush ha sbagliato in qualcosa, significherebbe affermare che anche Berlusconi e la sua poltica è stata sbagliata.

Ma la cosa che dovrebbe far riflettere i miei amici fascisti-forzisti è un'altra.
Perchè Berlusconi non ha mai attuato una politica estera "comune" a quella seguita dai maggior paesi europei? Perchè almeno appoggiare la politica estera di Francia, Germania e Spagna?
Tante tragedie si sarebbero potute evitare. Ma noi dovevamo andare per forza in guerra, sennò non facevamo felici l'amico Geroge.

Come scordare poi il suo inglese, le pacche sulla pelata, la claque organizzata per Putin, il famoso detto "romolo e remolo". E la scenetta nel Parlamento europeo?
Quanto ci manchi caro Silvio, ci manca la tua politica estera.

Veniamo a Romano Prodi.
La politica estera di Romano Prodi ha portato l'Italia al centro delle relazioni politiche internazionali.
I miei amici forzisti diranno: "si appoggiate Stalin e i comunisti", oppure "siete filo islamici, siete nazisti, ma che nazisti, terroristi!", ed inoltre "siete rivoluzionari, guerrafondai...."
Io risponderò con i fatti.
Primo: è stata attraverso la politica estera italiana che si è messo fine al conflitto tra Libano ed Israele. Sono state portate avanti delle conferenze internazionali, una, la più importante, a Roma, tutte realizzate attraverso l'iniziativa italiana, e con l'appoggio incondizionato dell'ONU, e così siamo andati a portare la pace in Medio-Oriente. Vi ricordate come tutti i Paesi erano titubanti? La pace sembrava veramente lontano, eppure grazie alla diplomazia italiana, i Paesi europei si sono trovati tutti favorevoli al progetto italiano.
Come sanno tutti, poi, prenderemo il comando della missione.Vi pare poco?
Secondo: finalmente una politica, riguardo il conflitto israelo-palestinese, seria, giusta e coerente. La politica "equidistante" promossa da D'Alema ci porta finalmente ad occuparci del conflitto in maniera imparziale, super-partes, con la prospettiva di portare la pace anche in quei territori sotto l'effige dell'ONU.
Terzo: finalmente una politca estera non più servile agli USA, ma EUROPEA.
Spagna, Francia e Italia vogliono agire insieme per trovare una soluzione di pace in Medioriente.
Una lunga telefonata a tre tra l´inquilino dell´Eliseo Jacques Chirac, il primo ministro spagnolo Zapatero e il capo del governo Romano Prodi, che impegnato a Roma per la visita ufficiale del collega neozelandese, non ha potuto partecipare al vertice tra Chirac e Zapatero.
I due si sono visti a Girona e lo hanno chiamato, trattenendolo a lungo alla cornetta per mettersi d´accordo sulle proposte da avanzare insieme. Che l´Italia dovesse essere coinvolta era talmente scontato – visto il ruolo che ha già assunto in Libano- che Prodi si è potuto permettere di non fare una scortesia la neozelandese Helen Clark che ha appoggiato l´ingresso dell´Italia come membro non permanente nel Consiglio di Sicurezza Onu . Ma sono stati gli altri due a fornire i dettagli della conversazione sulle prospettive del Medioriente. L´obiettivo – al di là della Conferenza sul Medioriente sollecitata da più parti e rilanciata anche dal presidente palestinese Abu Mazen – è quello di arrivare in tempi rapidi a un cessate il fuoco, a uno scambio di prigionieri e a un governo palestinese in grado di riprendere il negoziato con Israele. Il premier spagnolo Josè Luis Zapatero che ha sollecitato il vertice di Girona – e che non intende rimanere in seconda posizione in Medioriente dopo la conferenza di Roma quest´estate e l´iniziativa franco-italica nell´Unifil –sollecita la creazione di un governo di unità nazionale nei Territori palestinesi.
L´asse Roma-Parigi–Madrid, come nuovo "cuore" di una nuova politica estera della Ue dopo la fine dell´unilateralismo e la sconfitta in politica estera di Bush e dei suoi consiglieri neocon. Chirac e Zapareto hanno detto chiaramente che intendono coinvolgere anche Gran Bretagna e Germania. Ma per ora è questa specie di nuova Occitania - culla della civiltà europea e poi spauracchio di ogni volontà imperiale nel Vecchio Continente - ad aver qualcosa da dire. Per altro non una stravaganza concettuale o una reminescenza medievale. Francia Spagna Italia hanno già una forte collaborazione in ambito Nato come forze di intervento rapido nell'area euro-mediterranea. Collaborano infatti nelle joint task force Eurofor (Esercito), Euromarfor (Marina) e Siaf (truppe anfibie) da almeno una decina d'anni.

Insomma, era ora, che l'italia tornasse grande nello scacchiere internazionale.
A chi manca Berlusconi scusate? Ah già, a noi comunisti. Quanto ci faceva ridere...

Io, se permettete, mi tengo la serietà al governo.

Pubblicato il 16/11/2006 alle 21.18 nella rubrica Politica Estera.

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