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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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NUOVO FORMAT: ARTICOLI UNICI































"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
1 marzo 2009

IO TI HO DATO LA TUA DONNA



Era stata la Tv francese Canal + a svelare l'ennesima gaffe berlusoniana questa volta con il Presidente francese Sarkozy. Durante la conferenza stampa del vertice italo-francese su nucleare e altre forme di collaborazione, Berlusconi si avvicina a Sarkozy e sussurra la frase: «Io ti ho dato la tua donna...». Dopo la pesante allusione all'italianità di madame Carla Bruni segue qualche secondo di imbarazzo per il Presidente francese che poi si riprende e, dopo aver detto «non sono sicuro di dover ripetere», continua a parlare. Ma la tv francese ha interpretato il labiale del premier italiano a cui ha dedicato l'apertura della sua trasmissione serale "Le Grand Journal" assegnando a Berlusconi l'«Oscar della Volgarità» con tanto di proclamazione in diretta. E il mondo continua a ridere di noi. Merci, monsieur le president!


18 febbraio 2009

IL CASO BERLUSCONI-MILLS: UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA

L'avvocato inglese David Mills è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dal Tribunale di Milano. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Silvio Berlusconi. Il premier era in un primo momento imputato insieme all'avvocato, ma la sua posizione è stata stralciata in seguito all'approvazione del "Lodo Alfano" sull'impunità delle massime cariche dello Stato da parte del Parlamento, norma attualmente al vaglio della Corte Costituzionale. Anche se Berlusconi è al momento fuori dal processo, la sentenza di oggi getta comunque un'ombra pesante anche sul suo comportamento. Secondo il Tribunale, i 600mila dollari bonificati a Mills dalla Fininvest del '98 sono serviti infatti a corrompere il legale inglese per testimoniare il falso - così come sostenuto dalla Pubblica accusa - in due processi che vedevano imputato l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian). "In un Paese normale - ha denunciato Antonio Di Pietro - il presidente del Consiglio avrebbe già rassegnato le sue dimissioni". "Se Mills è stato condannato in quanto 'corrotto' - prosegue il leader dell'Idv - significa che abbiamo un corrotto, ma anche un corruttore. Ma si sa come vanno le cose in Italia rispetto agli altri paesi occidentali: in America, Obama ha mandato via i ministri che avevano avuto problemi con il fisco; in Italia, se corrompi un testimone, vai a fare il presidente del Consiglio". La notizia trova ampio risalto sulla stampa straniera, che dedica diversi articoli e, in alcuni casi, la prima pagina, al caso e al coinvolgimento diretto del presidente del Consiglio. "Avvocato condannato per corruzione per aver protetto Berlusconi" titola l'International Herald Tribune. Nel pezzo a firma di Rachel Donadio, apparso anche sul New York Times, si mostra sorpresa per il fatto che la notizia, "che avrebbe mandato in fibrillazione il sistema politico di diversi Paesi", non abbia meritato l'apertura dei telegiornali serali italiani. Ampio spazio alla sentenza su Mills sui giornali britannici. Il Guardian alla vicenda dedica diversi servizi, dalla caduta di Mills, "che dopo la tempesta giudiziaria in Italia ha cercato di mantenere un basso profilo", al Lodo Alfano, "considerato una priorità del governo Berlusconi" grazie al quale il premier ha conquistato l'immunità, "e la sentenza di ieri mostra quanto sia stato utile", anche se la Corte costituzionale, rileva sempre il quotidiano britannico, deve pronunciarsi ancora sulla sua legittimità. Per lo spagnolo El Pais, la sentenza "getta un'ombra inquietante" sul Cavaliere, mentre El Mundo richiama in prima pagina il caso Mills, "l'avvocato corrotto da Berlusconi per mentire". Cosa aggiungere? Che l'informazione in Italia è in mano a Berlusconi; che l'Italia dei partigiani sta facendo sempre più strada all'Italia dei corrotti, degli evasori, delle veline e dei pecorones. Mi chiedo: l'Italia si merita tutto questo? Si, grazie a Berlusconi ed ai pecorones acritici-appecorati. Il sottoscritto continuerà a resistere con l'Italia dei Valori.


26 novembre 2008

CESARISMO O FASCISMO?

Anche Gianfranco Fini, il futuro leader del Pdl, sembra averne abbastanza di Silvio Berlusconi e del suo fare dittatoriale. Certo, non utilizza termini "dipietristi" ma sicuramente è stato molto chiaro: "C'è il rischio di cesarismo nel partito unico del centrodestra". In quel Pdl - annunciato da Silvio Berlusconi dal predellino di un'auto e che ora dovrebbe muovere i primi passi dopo la convention di scioglimento rapido di Forza Italia, venerdì scorso, e in vista del congresso di An - il pericolo "di cesarismo" è reale, concreto. Visto il modo con cui il Cavaliere si comporta, di solito. Non si poteva essere più chiari e limpidi di cosi. E non finisce qui: "ci vogliono paletti contro il cesarismo e questi sono rappresentati dalla garanzia di democrazia interna ai partiti". Caro Gianfranco, il Pdl è di Berlusconi e dei suoi appecorati, non esiste e non esisterà mai democrazia all'interno del partito delle (sue) libertà. Parla e decide una sola persona (Berlusconi) e gli altri non fanno altro che confermare, appecorandosi, le parole del loro despota. Non c'è nessuno che può permettersi di contraddire il padrone: è una gara continua a chi asseconda (per non dire peggio) il piduista Silvio Berlusconi. Perchè? Sentite come risponde Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, a Gianfranco Fini: "Giulio Cesare non era un personaggio negativo". Punto. Stop. Prendi e porta a casa Gianfrà. O sei come loro o ti fanno diventare come loro. Nessuna sfumatura: tutti pecorones appecorati a ripetere come pecore le parole del caprone-padrone. E più che di cesarismo sarebbe più opportuno parlare di fascismo. Vero pecorones?


7 novembre 2008

SILVIO BERLUSCONI E "L'ABBRONZATO" BARACK OBAMA

 

The worst president of ever. E non sto parlando di George Bush ma di Silvio Berlusconi. Questa volta ha superato ogni limite, infangando l'onore di tutti gli italiani, soprattutto di tutti coloro che non l'hanno mai votato, come me. Cosa avà mai fatto, vi chiederete. Vi rispondo subito: "È bello, giovane e abbronzato". Cosa avrà pensato la sua mente da cabarettista? Di chi parla Berlusconi? Non di suo figlio, né dell’ultima star arruolata per Mediaset, nè di Ronaldinho. Parla, udite udite, di Barack Obama, il nuovo presidente degli Stati Uniti. Anche stavolta ci siamo fatti riconoscere. Il premier fa l’ennesima gaffe e come al solito finge di non rendersene conto. Dare dell’abbronzato a Obama? «È una carineria assoluta, un grande complimento». E quelli che non capiscono le battute, aggiunge, «vadano a...sono degli imbecilli». Questo è il nostro presidente del consiglio votato dai pecorones nostrani. Una vergogna, uno scandalo che sta avendo ripercussoni anche a livello internazionale. Mentre tutto il mondo protesta, "l'abbronzato" non risponde. Ma dà il senso della poca considerazione che ha per Berlusconi. Barack Obama ha chiamato al telefono nove leader del mondo. Obama, riferisce la Cnn, ha parlato con il primo ministro australiano Kevin Rudd, il britannico Gordon Brown, il canadese Stephen Harper, l'israeliano Ehud Olmert, il giapponese Taro Aso, con la cancelliera tedesca Angela Merkel e con i presidenti Nicolas Sarkozy (Francia) e perfino con Felipe Calderon (Messico) e Lee Myung-bak (Corea del Sud). Nessuna traccia di un numero italiano, nessuna traccia del paladino delle (sue) libertà, nessuna traccia di Silvio Berlusconi. Forse il premier dimentica che le sue parole coinvolgono l’immagine del nostro Paese nel mondo. Forse è abituato bene in Italia che ad ogni sua battuta c'è la fila dei "lacchè" pronti a ridere di gusto. L’uscita di Berlusconi colpisce gravemente l'immagine e la dignità del nostro Paese sulla scena internazionale ma ai pecorones va bene cosi. Il sottoscritto auspica che al nuovo presidente americano vengano al più presto rivolte scuse ufficiali da parte di questo cabarettista milanese. Non è nessuno, non è niente. Solo in Italia, grazie ai suoi devoti pecorones. Intanto il mondo si prende gioco di Berlusconi e del nostro Paese. Meno male che Silvio c'è.    Subito DIMISSIONI!


5 novembre 2008

BARACK OBAMA - YES WE CAN



Che vittoria schiacciante: Barack Obama diventa il 44esimo presidente degli Stati Uniti con un bottino straordinario di Stati che include la Virginia, la Florida, la Pennsylvania, l'Ohio, il Colorado, il New Mexico, il Nevada (tutti gli Stati che erano incerti alla vigilia del voto e che tendenzialmente sono "repubblicani"). Dato su cui ragionare è anche l’affluenza alle urne che è andata oltre il 64% (i "nuovi", secondo vari sondaggi, per la maggior parte hanno scelto Obama). «Yes, we can»: “Sì, possiamo” diventa «Il credo americano». Di milioni di americani. Incuranti del fattore "razza", hanno portato un uomo "afro-americano", di idee ampiamente progressiste, al vertice del più importante paese del mondo. George Bush, "the worst president of ever", dopo la totale politica fallimentare da lui (o chi per lui) portata avanti, lascia la Casa Bianca: il mondo può tirare finalmente un sospiro di sollievo (a parte i paladini delle libertà, seguaci del pensiero "berluscoide"). Intanto, mentre procede lo spoglio delle schede, appare anche chiaro che i democratici consolidano la maggioranza alla Camera e al Senato. Unica nota stonata? Il leader dei paladini delle libertà, Silvio Berlusconi, il quale ha esplicitamente affermato: "Posso dare consigli a Barak Obama" e "Sono assolutamente certo che l'amicizia e la collaborazione tra i nostri due Paesi continuerà a crescere e a rafforzarsi". Qualcuno gli spieghi che Barak Obama non ha bisogno dei consigli di Zio Silvio (visto come sta riducendo lo stato italiano) e che McCain, il candidato repubblicano che sosteneva e supportava ha perso e che non può essere amico di tutti sempre e comuque. Ci vuole coerenza Silvio, coerenza. Hai puntato sul cavallo sbagliato, ci dispiace. Hai scelto l'amico Bush e il fido McCain, non Obama. Come ha affermato Veltroni, segretario del Partito Democratico in Italia: "Se il vento gira in America poi gira anche da questa parte, questa notte ce la ricorderemo per tutta la vita. L'America ha fatto una scelta di coraggio ed è una buona notizia per il mondo intero''. Veltroni poi ironizza su Silvio Berlusconi:  "Il governo non va bene e se farà anche questa operazione di parteggiare per Obama sarebbe una cosa grottesca". Non grottesca caro Walter, ma sarebbe la solita "berlusconata pecoreccia" che piace tanto ai pecorones nostrani. Per chiudere, mando le mie congratulazioni al nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama. Buon lavoro Mr.President. Yes, we can. Silvio? No, he can't.


2 ottobre 2008

SUL FILM "MIRACOLO A Sant'ANNA" DI SPIKE LEE

Ci risiamo: i miei amici della destra fascista e forzista hanno confuso per l'ennesima volta la realtà dalla finzione, la storia oggettiva da un semplice film storico "romanzato". Ma andiamo con ordine: nel film, Spike Lee sostiene la versione falsa che la strage di Stazzema, in cui morirono trucidati centinaia di donne e bambini, fu causata da una sentinella partigiana che non aveva avvisato i compagni dell'arrivo delle SS. I soliti fascio-forzisti, figli legittimi di quel mondo fatto di "telenovelas" e "isole dei famosi", penseranno bene di utilizzare suddetto film per "abbeverarsi" di storia (anche perchè mi rendo conto che, per loro, leggere un libro costituisce un'impresa "fascista"): certamente, non si domanderanno se questa storia sia falsa o totalmente inventata. E' ora che qualcuno gli spieghi che il film realizzato da Spike Lee è un film e non un libro di storia da cui apprendere la storia eroica della Resistenza partigiana. Lo stesso regista si scusa dicendo di aver seguito la sceneggiatura (la storia) di James Mc Bride che a sua volta così si giustifica: "Chiedo scusa se ho urtato la suscettibilità e la sensibilità dei partigiani. Ma la mia storia è una finzione, una versione romanzata che scrissi dopo una visita a Sant'Anna di Stazzema dove nessuno parlava più dell'eccidio". Spike Lee ha aggiunto: "Faccio questo mestiere da ventitré anni, sono un artista che prende i suoi rischi, non è che per delle recensioni negative mi suicidi". Ma una tragedia come quella di Stazzema non la si inventa o non la si cambia per fare un film. Come afferma Giorgio Bocca, il migliore giornalista/storico d'Italia: "Spike Lee (il quale ha affermato che  "dopo gli attentati i partigiani fuggivano sulle montagne lasciando la popolazione civile esposta alle rappresaglie tedesche") ha una idea, sia pur labile, di cosa sia la guerra partigiana in ogni tempo e in ogni luogo? E', per l'appunto, ricorrere alla sorpresa, evitare di essere agganciati da un nemico superiore in numero e armi, mordere e fuggire al duplice intento di far del male al nemico e di sopravvivere. Questi sono i fondamentali di ogni resistenza armata, l'alternativa è una sola: rinunciare alla lotta di liberazione, accettare l'attesismo che fa comodo all'occupante". E ancora: "Abbiamo dovuto scegliere subito, sul campo fra attesismo e lotta armata. Chi c'era allora, sul campo, scelse la lotta armata perché l'attesismo era una falsa alternativa, se si stava fermi e zitti e buoni vinceva il nemico nazista, vinceva il terrore". L´Anpi condanna l´idea «di attribuire un ruolo decisivo nella dinamica della strage ad un immaginario partigiano traditore» e dichiara il proprio «sdegno e profonda amarezza» perché «a nessuno è consentito costruire e divulgare verità diverse, insinuando storie o fantasie false ed ingiuriose, che suonano offesa alle vittime, alla memoria, alla coscienza collettiva di un popolo, alla sua storia. Condanniamo nel merito un´operazione artistica che non aveva titolo né potestà di scrivere una pagina tanto falsa e deleteria» e che, conclude l´Anpi, può portare «acqua al mulino del revisionismo». Conclusione? L´arte è libera ma non di stravolgere la realtà storica (una realtà che emerge da oggettivi atti processuali). Ai "fascio-forzisti" dedico un solo consiglio: studiate di più e belate di meno.


18 settembre 2008

SILVIO BERLUSCONI E L'ANTIFASCISMO

Silvio Berlusconi, come sappiamo, è il presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, una repubblica fondata sul sangue di tutti quegli eroi che si sacrificarono per la libertà e l'indipendenza della nostra Patria e che rispondono al nome di "PARTIGIANI". Con il loro coraggio, con il loro sacrificio, con i loro ideali, è stata scritta anche la nostra Costituzione, testo fondamentale su cui sono scritti diritti e doveri di ogni  cittadino italiano. E dovere di ogni cittadino italiano, e ancor di più di qualsiasi presidente del consiglio, è quello di essere non solo antifascista (essendo la stessa Costituzione antifascista) ma anche di diffondere gli ideali della Resistenza partigiana (tutta, bianca o rossa che sia). Sembrerebbe una considerazione scontanta, anche perchè nel resto d'Europa qualsiasi esponente della destra "democratica" (vedi Sarkozy o la stessa Merkel e da pochi giorni anche Fini) riconosce il ruolo e l'importanza del movimento resistenziale. Dicevo sembrerebbe scontata perchè purtroppo siamo in Italia, paese di fascisti,mafiosi e pecorones (forzisti in primis); infatti proprio ieri, prima di congedarsi dalla stampa, un cronista gli chiede se si considera antifascista, ricordando le polemiche dei giorni scorsi all'interno di An sul ruolo della Repubblica di Salo' e sui valori della resistenza. Il Cavaliere non si sbilancia e replica cosi': ''Io penso soltanto a lavorare". Una risposta degna di uno statista sarebbe stata: "si sono antifascista". Ma Silvio Berlusconi non è uno statista: da Berlusconi possiamo soltanto aspettarci che non conosca la vita di papà Cervi e dei suoi figli (come mostra il video). Per il nano, infatti, gli eroi sono altri: a cominciare dal mafioso Mangano, lo stalliere di Arcore. Vergogna a chi ti vota!


4 settembre 2008

DEDICATO AI "PECORONES": MENO MALE CHE SILVIO C'E'

Prima di tutto ben ritrovati. Ho trovato un commento molto interessante di tal "Enigma" nel post precedente nel quale vengono ben riassunti i vari provvedimenti economici presi (purtroppo) dall'attuale governo guidato da Silvio Berlusconi. Li riporto di seguito: 1) Salari e pensioni: la manovra del ministro Tremonti non sostiene e non aumenta i salari e le pensioni, quindi nemme­no la crescita economica perché i consumi dimi­nuiranno. Inoltre manca­no gli interventi specifici a sostegno dei redditi da lavoro e da pensione. 2) Inflazione: il governo fissa l'inflazione programmata all' 1,7 per cento, mentre l'inflazione reale è al 3,8 per cento. Questo falso obiettivo, per le famiglie dei lavoratori a reddito fisso, può com­portare una perdita di po­tere d'acquisto di oltre mil­le euro nel 2009. 3) Drenaggio fiscale: la manovra non diminui­sce la pressione fiscale.. An­zi, la mancata restituzione del fiscal drag nel 2008 co­sterà circa 220 euro a ogni lavoratore e pensionato. 4) Straordinari: la detassazione degli straor­dinari porta con sé elementi di disu­guaglianza. Discriminate sono soprattutto le donne che, per i carichi di cura in famiglia, non possono mai fare straor­dinari. 5) Tagli ai servizi: i tagli alle spese dei Co­muni e delle Regioni in­cideranno direttamente sui servizi: si prevedono cir­ca 500 euro in meno in ter­mini di spesa sociale per ogni famiglia. 6) Meno controlli fiscali: si indeboliscono le misu­re di controllo sull' evasio­ne fiscale e si allentano le misure di lotta al riciclag­gio del denaro sporco e al lavoro nero. 7) Tagli alla sanità: si riduce la spesa sanita­ria (cinque miliardi in tre anni) e si rischia, in alcu­ne regioni, la reintrodu­zione dei ticket su presta­zioni e farmaci. 8) La carta dei poveri: le poche risorse destina­te all' aiuto dei poveri ren­derà la "carta per gli ac­quisti" fruibile per poche persone e di scarso valo­re economico rispetto al­l'aumento dei prezzi e del­le tariffe. 9) Accordo sul welfare: il protocollo sul welfare viene pesantemente ma­nomesso: si ripristina il la­voro a chiamata, si annul­la la riforma del contratto a tempo determinato sui disabili e si peggiora l'apprendistato. 10) Lavoro: si abroga il libro matrico­la e il libro paga delle azien­de, sostituiti da un sem­plice libro unico in cui i lavoratori vengono iscrit­ti entro il giorno 16 del me­se successivo, vanifican­do così l'attività ispettiva. Si cancella la legge fatta per contrastare le "dimis­sioni in bianco". 11) Sicurezza del lavoro: si depotenziano e si cancellano le misure più signi­ficative del Testo unico sulla sicurezza, diminuendo le sanzioni e la natura pub­blica dei controlli. 12) Orari di lavoro: il decreto sull' orario peg­giora le leggi esistenti e indebolisce il contratto na­zionale su lavoro nottur­no e riposo settimanale. 13) Scuola: si tagliano 150.000 posti di lavoro e si avvia una pe­sante modifica dell' asset­to e dei contenuti della scuola pubblica. E questo per ricordare a tutti gli elettori di Silvio Berlusconi quanto possano essere "pecorones". Un consiglio? Continuate a cantare "Meno male che Silvio c'è" tanto non credo che possiate mai capire la situazione (poi parleremo anche dello scandalo-truffa Alitalia e della questione intercettazioni).


25 marzo 2008

PER NON DIMENTICARE: LE FOSSE ARDEATINE


«Questo anniversario rappresenta il simbolo del sacrificio della Resistenza italiana - dice Dino Casali, presidente dell´Anpi, associazione italiana partigiani d´Italia - i romani e non solo non possono e non devono dimenticare. Le moderne democrazie devono continuare a tenere viva la memoria. Non si può permettere che i giovani dimentichino cosa sono state le Fosse Ardeatine». Sull'iscrizione commemorativa: "viatori assetati di libertà fummo a caso rastrellati nelle strade e nel carcere per rappresaglia gettati in massa trucidati murati in queste fosse italiani non imprecate mamme e spose non piangete figli portate con fierezza il ricordo dell'olocausto dei padri se lo scempio su di noi consumato sarà servito al di là della vendetta a consacrare il diritto dell'umana esistenza contro il crimine dell'assasinio".
E qualcuno spieghi a Silvio Berlusconi il vero significato della parola "libertà", grazie (perchè non è soltanto uno slogan elettorale, capito pecorones?).


21 marzo 2008

MA GLI STALINISTI SIAMO NOI...



Era nell'aria: il garante per le Comunicazioni "bacchetta" le tv sulla par condicio. Secondo la commissione Servizi e Prodotti dell'AgCom serve un «immediato riequilibrio dell'informazione politica tra tutte le liste partecipanti alla campagna elettorale», in particolare nei tg, dove si nota un «forte squilibrio» nel rapporto tra formazioni maggiori e minori e tra Pdl e Pd, a vantaggio del primo (ovvero di Berlusconi).
È questo il senso dell'atto di richiamo rivolto dal Garante sia alla Rai sia alle tv private. Ci stavo proprio riflettendo in questi giorni: è un continuo parlare di Silvio Berlusconi e della sua campagna elettorale; e questo non avviene soltanto in maniera più che evidente nei Tg delle reti private di Arcore (mai, come in questo periodo, il Tg5, StudioAperto, il Tg4 di Fede e Striscia la Notizia si sono mostrati "faziosi" a favore del loro padrone, costituendo una vera e propria "macchina di propaganda continua", più o meno "occulta") ma anche nelle reti Rai, con il secondo canale in pole position. Ma voglio fornire ai lettori del mio blog una "chicca clamorosa": avete mai visto "Mattino Cinque", il nuovo programma condotto da Barbara D'Urso e Claudio Brachino?  A parte i siparietti inutili quanto comici della D'urso con Giuliacci (per intenderci quello che fa le previsioni meteo), il resto è tutto un attacco continuo al passato governo Prodi e al presente leader del Partito Democratico Walter Veltroni. Da Paolo Del Debbio (che ha anche un programma prima di Beautiful "scandaloso") ad un giornalista di Libero (di cui non ricordo, fortunatamente, il nome) per arrivare allo stesso Brachino, senza dimenticare gli ospiti (di parte) intervistati telefonicamente dal "fido" Belpietro (con domande studiate a tavolino e del tutto favorevoli al "lor signori"), è tutto un "pout purri" di finissima propaganda di stampo berlusconiano. Se partiamo dal presupposto che il programma ha ottenuto picchi del 26% di share, vi lascio immaginare che effetti possa avere sui telespettatori di quella specifica fascia oraria (pensionati e casalinghe in primis). Ma ormai è risaputo: se non la pensi come loro e se gli fai notare "delicatamente" queste "irregolarità" passi per stalinista. Intanto però, il loro padrone, Silvio Berlusconi tanto per fare nome e cognome, ha già detto che vorrà abolire la legge sulla par condicio. Ma gli stalinisti siamo noi? Vero pecorones?


12 marzo 2008

L'INCOERENZA DI GIANFRANCO FINI (CON TANTO DI VIDEO)



Non ho mai avuto stima per l'uomo Gianfranco Fini: un ex fascista, con tanto di foto con saluto romano, diventato il maggiordomo di fiducia del padre-padrone Silvio Berlusconi soltanto per far uscire lui e i suoi amichetti dalle fogne cui il popolo italiano li aveva relegati. I miei amici di An, tra cui tanti militanti di Azione Giovani e di Azione Universitaria, più volte tessevano le lodi del loro "conducator", apprezzandone soprattutto la coerenza e l'autonomia (?!). Dal mio piccolo punto di vista non avevo mai "realizzato" niente di tutto questo; avevo cominciato a cambiare idea quando Gianfranco Fini, dopo che Berlusconi si era avvicinato a Storace e aveva dato il via alla fondazione (dal nulla) del Carrozzone delle Libertà, si era totalmente scagliato contro il Nanetto. In questo video si potranno apprezzare le importanti parole che Gianfranco Fini rivolgeva contro Berlusconi, coerenti, è vero (la migliore frase in assoluto? "con me Berlusconi ha chiuso"). Mi ricordo che quando incontravo i miei amici di An questi si rallegravano di un distacco totale da Berlusconi e dalle sue idee populistiche ed illiberali. Sembravano felici dell'addio di Alleanza Nazionale, un partito con una storia politica (anche se becera), dal partito di plastica, personale ed autoritario di Forza Italia; avevano ricominciato a cantare faccetta nera, ad organizzare gite a Predappio e a tirare fuori le camicie nere. Si paventava un'alleanza con l'Udc di Casini in chiave antiberlusconiana. Ed erano felici, si, perchè liberi di dire e fare quello che volevano, anche di andare contro le parole del loro padrone. Poi qualcosa è andato storto, l'ora d'aria è finita: Gianfranco Fini è tornato all'ovile. Con la coda fra le gambe ha chiesto scusa a Berlusconi, decidendo di mettere fine all'esperienza di An, a favore della creazione del Carrozzone delle libertà (con tanto di Mussolini, Ciarrapico, Fatuzzo, Caldoro, Dini, Nucara, Brambilla, De Gregorio etc etc). Si è messo in testa un'altra volta di servire in tutto e per tutto il suo caro Berlusconi, e al diavolo la coerenza politica. Si è preso dello "sguattero" da  Ciarrapico, è stato insultato da Storace e Berlusconi stesso si è divertito a ridicolizzarlo: Fini, infatti, si è permesso di dire che non sapeva niente riguardo l'eventuale candidatura del fascistissimo "Ciarra"; Berlusconi gli ha risposto che sapeva tutto. Prendi e porta a casa caro Gianfranco: e zitto, muto, a catena! Che Berlusconi ha sempre ragione. Il video finisce con una serie infinita di belati, in seguito alle sue ridicole farneticazioni riguardo il PDL. Bhè che dire, questo si merita. Tu ed i tuoi elettori pecorones.


12 febbraio 2008

IL CARROZZONE DELLE LIBERTA'


Il carrozzone delle libertà imbarca tutti e tutto: tanti salgono ma alcuni scendono. In tutta questa favola in stile Arcorlandia, l'unico coerente si è dimostrato (almeno per ora) il camerata Storace, che con la sua lista "La Destra", ha deciso di correre da solo, proponendo la Santanchè come candidato premier. L'altro camerata, o meglio "cameriere camerata", Gianfranco Fini,  è tornato all'ovile. Gli avevo prospettato una scelta: o fogne o Berlusconi. Dopo aver assaporato un minimo di libertà nei mesi di novembre e dicembre, il lacchè Gianfranco Fini ha sciolto ogni riserva: "Condivido la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo della libertà, un'unica voce in Parlamento. E' una pagina storica della politica italiana: il 13 aprile nascerà un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Partito popolare europeo e quindi alternativo alle sinistre. Mi auguro che gli amici dell'Udc vogliano scrivere questa importante pagina assieme a noi". Eppure il leader di Alleanza Nazionale aveva parlato chiaro, anzi chiarissimo: "il nuovo partito fondato da Berlusconi in piazza San Babila? Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quel che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi... Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il premier, deve fare i conti con me, che ho pure vent'anni di meno. Mica crederà di essere eterno... Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non lo avrà mai più. Mai. Si faccia appoggiare da Veltroni" (Gianfranco Fini, 18 novembre 2007); oppure: "abbiamo vissuto l'epoca berlusconiana con un certo qual disagio (...). Le vignette che lo rappresentavano come uno scodinzolante cagnolino intorno a Bush hanno fatto il giro del mondo (...). Non si sottovaluti la portata di queste sue celebri gaffes internazionali" (Il Secolo d'Italia, organo ufficiale di An, 23 novembre 2007); e per finire: "il Cavaliere ha distrutto la Cdl, e ora dovremmo bussare alla sua porta con il cappello in mano e la cenere in testa? Non siamo postulanti. Io tornare all'ovile? Sono il presidente di An, non una pecora" (Gianfranco Fini, 16 dicembre 2007). No Gianfrà, non sei una pecora, sei un pecorones è diversa la cosa. Una pecora ha una sua "personale" dignità, un pecorones, al contrario, è tutto fuorchè un essere pensante dotato di coerenza intellettuale. Tu sei il classico pecorones, che ha deciso di rinunciare al suo partito, alla storia e al simbolo di suddetto, per tornare a fare il lacchè del padre-padrone. Ovviamente hai deciso tu per tutto il partito, con i tuoi lacchè personali più stretti,  nessuna decisione votata a maggioranza; la stessa Donna Assunta ti ha attaccato: "non può mettere la fiamma in soffitta". In parole povere, penso che tanti elettori coerenti di An troveranno la forza ed il coraggio di non votare per questo Carrozzone delle Libertà e magari (e mi costa dirlo) appoggiare chi almeno coerente lo è, ovvero un camerata doc come Storace. Si aspettano sviluppi anche per quanto riguarda l'Udc e il buon Casini anche se scommetto che confluirà nel Pdl berlusconiano: come dice Pezzotta " torna con le mani dietro la schiena da Berlusconi". Insomma nel Carrozzone berlusconiano ci sarà spazio per tutti: da Dini e Mastella a Casini e Cesa, da Bondi e Schifani a Rotondi e  Giovanardi, dal socialista Caldoro al radicale Capezzone, dal repubblicano Nucara alla camerata Mussolini, per includere, infine (che non è tanto fine) il pensionato Fatuzzo e gli alleati di sempre, ovvero Bossi, Calderoli e Borghezio. Non so come riusciranno a trovare un programma in comune, so soltanto che Berlusconi dovrà impegnarsi in maniera molto più "onerosa". Inoltre vorrei aggiungere un'altra cosa di non poco conto: Silvio Berlusconi sta ricevendo molte critiche dalla stampa internazionale.  Comincia il Times il quale afferma che "Super Walter Veltroni (Mr Nice Guy) è tutto quello che il Cavaliere non è, tutto bella figura in confronti alla brutta figura di Silvio; continua il New York Times definendo Berlusconi "una minaccia per l'Italia". E gli italiani, questa volta, cominciano ad aprire gli occhi: i consensi per il Partito Democratico (e per Antonio Di Pietro) crescono giorno dopo giorno ed il carrozzone delle libertà, pur imbarcando sempre più "merce", ha iniziato a perdere i punti percentuali di vantaggio che aveva. Vuoi vedere che chi di porcellum ferisce di porcellum perisce? Intanto il carrozzone delle libertà va avanti da se, con le regine, i suoi fanti ed i suoi re. O meglio, il suo unico re, Berlusconi da Arcore.


19 gennaio 2008

TRE IN UN GIORNO...E ANDIAMO AVANTI!

Iorio
 
La Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, per il reato di corruzione per le segnalazioni a favore di cinque attrici al presidente di Rai Fiction Agostino Saccà (ascoltabili in maniera evidente dall'intercettazione audio che trovate nel post di ieri)

Salvatore Cuffaro, governatore della Sicilia (UDC), e' condannato a 5 anni nel processo per le 'talpe' alla Dda di Palermo per favoreggiamento semplice e rivelazione di segreto d'ufficio. A Cuffaro viene applicata anche la pena accessoria dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Ma lui ha già detto che rimane. 

Il governatore della Regione Molise, Michele Iorio, di Forza Italia, e' indagato dalla Procura della Repubblica di Campobasso per concussione e abuso d'ufficio in un'inchiesta riguardante i rapporti tra la Regione e una societa' multinazionale di consulenza. Al centro dell'inchiesta -in cui sarebbe indagato solo Iorio - vi sarebbero delle delibere di affidamento di incarichi alla multinazionale.

In una sola giornata tre. Tre esponenti importanti del mondo politico del centro-destra italiano hanno avuto problemi più o meno gravi con la giustizia italiana. Mi rendo conto che notizie del genere non vengano più prese in considerazione dal "popolino" italiano; è risaputo ormai che, da quando il signor Berlusconi è sceso in campo, l'impunità sia diventata un qualcosa di normale e direi necessario. Si perchè un semplice ragazzo (laureato, giovane ed incensurato) non potrà mai aspirare a diventare un politicante finchè non commetterà un qualcosa di illegale. Purtroppo le porte sembrerebbero chiuse a chi, come me, fa dell'onestà e della coerenza il proprio fiore all'occhiello.  Bisogna essere disonesti per diventare dei politici affermati? A quanto pare sembrerebbe proprio di si. Sono sempre le stesse facce, gli stessi partiti, con le stesse reazioni. Reazioni che hanno tutte il copyright "Berlusconi": quando arriva l'avviso di garanzia si comincia ad agitare lo spauracchio del complotto comunista e golpista; poi si comincia a lavorare in parlamento per creare nuove leggi ad hoc (le famose leggi ad personam); ci sono storie pure di politici che hanno corrotto gli stessi magistrati, ricordate? Dopodichè, se si venisse condannati, si parlerebbe di complotto della magistratura brigatista e di emergenza democratica. Berlusconi, infatti, ha già affermato che se dovesse vincere le elezioni e tornare al governo, realizzerà una volta per tutte, una riforma profonda della magistratura italiana. Insomma, parla di emergenza democratica, ma la vera causa di tutta questa emergenza democratica è proprio del tronchetto con la bandana in testa, dell'impunito per eccellenza. Intanto, Cuffaro esulta per aver preso una condanna di 5 anni (mica bruscolini) ed annuncia che continuerà a fare il governatore. Vi rendete conto? Esulta perchè è stato condannato a soli 5 anni invece che 8 anni. Con la mafia non avrebbe niente a che fare, eppure il procuratore Grasso spiega che "il favoreggiamento ai condannati (per mafia) è chiaro, difficile solo provare quello a Cosa nostra". Avrebbe favorito ma non avvantaggiato la mafia? Questo ce lo diranno le prossime sentenza. Intato lui esulta e riceve le congratulazioni da Berlusconi, Casini e Cossiga. Che bel quadretto vero? Purtroppo il famoso motto di Berlusconi "e andiamo avanti" non ci fa pensare a niente di positivo per il futuro. Se dovessero continuare ad andare avanti cosi, sarebbe meglio che si dimettessero e al più presto. Ma poi ci penso e mi domando: ma perchè dovrebbero dimettersi? Perchè dovrebbero almeno cambiare il loro modo di agire e di pensare? Hanno "Mezza Italia", il popolo pecorone, che sta sempre sotto a festeggiarli ed osannarli, soprattutto quando ricevono avvisi di garanzia o vengono condannati. Perchè allora cambiare le loro vecchie e "sane" abitudini?  Ai pecorones va bene cosi. E allora andate avanti. Ma più che avanti, "a quel paese". Buon viaggio.


18 gennaio 2008

UN UOMO, UN REATO?


 
Ennesimo rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, un uomo un perchè, o meglio, un reato. Non so come la gente si possa ancora fidare  di lui, eppure è la triste realtà della società italiana. Mi chiedo: cosa deve fare di più una persona per farsi sputare in faccia? Rubare alle vecchiette? Stavolta poi le intercettazioni parlano chiaro, lasciando poco spazio all'immaginazione e alla solita storia del "complotto comunista" (QUI trovate l'audio della conversazione tra Berlusconi e Sacca e QUI il mio post sui paladini delle libertà e il caso Sacca-Berlusconi scritto quasi un mese fa). Berlusconi avrebbe fatto (il condizionale è sempre d'obbligo, anche se stavolta mi sembra veramente inutile) delle segnalazioni a favore di cinque attrici al presidente di Rai Fiction Agostino Saccà. La Procura di Napoli ha cosi chiesto il rinvio a giudizio per il leader di Forza Italia per il reato di corruzione. Corruzione, un'altra volta. Il pm Vincenzo Piscitelli contesta il reato di corruzione in quanto Saccà avrebbe favorito le attrici «raccomandate» per la loro partecipazione a fiction televisive in cambio della promessa di un sostegno, da parte dell'ex premier, alle sue future attività private. Intanto, Sandro Bondi afferma che sia giusto ricorrere alla "disobbedienza civile" (?!?!). Conclusione della storia: è tutta 'na pasta, cari lettori del mio blog, sempre la stessa. 'Na pasta di nani, ballerine, tv e pecorones.


11 gennaio 2008

L'ECONOMIA ITALIANA E LA PERFORMANCE IMPRESSIONANTE



Mi sono stancato di dover riportare notizie sempre più che positive riguardo l'andamento dei conti pubblici italiani e dell'economia in generale.
Tanto arriverà il Bondi di turno, aprirà bocca e gli darà fiato e ci dirà che è merito di Berlusconi (non chiedetemi come possa arrivare a sostenere delle tesi del genere, perchè non ne ho idea) suscitando l'entusiasmo dei miei amici pecorones. Posto la notizia e poi decidete da voi. E' totalmente impossibile pensare di poter discutere con delle persone inette e senza cervello. Difendete il vostro padre-padrone ed i danni economici di cinque anni di berlusconismo. Io porto i dati, voi le chiacchiere e le corbellerie, gli insulti e la demenza. Tornando alla notizia, secondo Trevor Cullinan, primary analist per il rating italiano di Standard and Poor's, i dati di martedì scorso sul deficit/Pil italiano, sceso nei primi nove mesi del 2007 all'1,3%, il risultato migliore dal 1999, «sono il segnale di una performance impressionante in termini di bilancio generale e sono lodevoli gli sforzi compiuti dal governo nella lotta contro l'evasione fiscale» anche se questa «performance migliore del previsto» è dovuta, in parte, anche «a una componente ciclica non quantificabile». Alle osservazioni dell'agenzia di rating Palazzo Chigi ha risposto esprimendo «soddisfazione per le valutazioni lusinghiere sugli ultimi dati relativi al rapporto deficit-pil del nostro paese». Secondo fonti della presidenza del Consiglio, questa valutazione rappresenta un «riconoscimento» del lavoro svolto finora dal governo. Da qui la soddisfazione, nella «consapevolezza di aver conseguito risultati importantissimi». Risultati importantissimi, senza dubbio, che vengono mistificati soltanto dalla propaganda forzista e fascista. Ma dove andremo a finire con degli "anti-italiani" del genere? Si parla di "performance economica impressionante" ed i forzisti, i fascisti e gli amici del Giulivo che cosa hanno il coraggio di dire? Che siamo comunisti, brigatisti e golpisti, che è merito di Berlusconi, cambiando la realtà oggettiva delle cose, o meglio, dei dati economici, dimenticandosi che il loro padre-padrone ci ha fatto sfiorare la recessione economica. Il petrolio ha superato quota 100$ e la crisi dei mutui, purtroppo, continuerà ancora per parecchio tempo. Eppure, il governo Prodi, è riuscito a risollevare le sorti della finanza italiana. Siamo sicuri che rivogliamo Berlusconi ed il suo ragioniere senza arte ne parte? Ed ora, "gustiamoci" la Finanziaria redistributiva e sociale del 2008 e lasciate che i pecorones vengano a me.


8 gennaio 2008

IL DEFICIT ITALIANO: BERLUSCONI - TREMONTI 4,3%. PRODI - SCHIOPPA 1,3%.



Notizie più che positive dal mondo dell'economia italiana: in particolare, deficit in forte calo nella Pubblica amministrazione
. Nei primi nove mesi del 2007, secondo l'aggiornamento Istat appena pubblicato, l'indebitamento è ammontato all'1,3%, rispetto al 4% dello stesso periodo del 2006. Il cumulato dei primi nove mesi, segnalano i ricercatori, è il più basso da quando l'Istat ne ha avviato il calcolo, nel primo trimestre 1999. Il deficit nel terzo trimestre 2007 è stato dello 0,5%, paragonato con il 6,2% dello stesso periodo dell'anno precedente. Volete per caso sapere a quanto ammontava durante il governo Berlusconi, con la finanza creativa di Giulio Treconti? Al 4,3%. Sempre nei primi nove mesi del 2007, l'avanzo primario è salito al 3,5% del Pil contro lo 0,6% dello stesso periodo del 2006. Ai tempi di Berlusconi? Ci eravamo fermati allo 0,6% di media. Ora la gente potrà pensare quello che vuole, i numeri parleranno da soli. Aprite le porte che passano, che passano. Chi? I pecorones, quelli che fanno finta di non vedere e di non capire, solo perchè il padre-padrone ha ordinato cosi. Ma io dico, difendevano il loro monarca assoluto quando portava il deficit italiano al 4,3% e sbeffeggiano Prodi che lo ha fatto scendere ad un ottimo 1,3%. Ma dico io, la coerenza dove l'hanno lasciata? Nei pascoli.


27 dicembre 2007

IL RESOCONTO POLITICO DI ROMANO PRODI (E QUELLO DEL SOTTOSCRITTO)



Ho appena finito di ascoltare la tradizionale conferenza stampa di fine anno tenuta a Villa Madama dal presidente del Consiglio Romano Prodi e, tirando le somme, sono rimasto decisamente più che soddisfatto. Da quasi due anni, cerco di spiegare ai numerosi lettori di questo blog, il programma "generale" del governo Prodi, che, partendo da una prima finanziaria di aggiustamento dei conti pubblici, lasciati disastrati dal governo Berlusconi, e di crescita del Pil e quindi di sviluppo economico (ricordiamo che ora l'economia italiana cresce a ritmi del 2%, mentre con Berlusconi si brindava ad un misero 0,1%) si sta ora passando alla fase di redistribuzione, una redistribuzione che non ha niente di "miracolato" o di demagogico, ma piuttosto rispondente al concetto di "serietà al governo", caratterizzata dal non fare il passo più lungo della gamba. E' da quando ha vinto le elezioni che Berlusconi parla di spallata e di fine del governo Prodi. Eppure, è sempre lì, in sella a Palazzo Chigi, contro tutti e tutto (dagli avversari politici ai suoi stessi alleati, dalle lobby alla disinformazione mediatica).  Prodi non molla e guarda avanti: "L'Italia è un Paese che si è rimesso a camminare e che è uscito dalle emergenze. Lo dicono tutti i numeri. la crescita si attesta da due anni attorno al 2% e il debito sta calando costantemente. Chiuderemo l'anno col un deficit molto più basso del previsto: sotto il 2%, cifra inferiore a tutte le previsioni»", così ha esordito nel presentare il resoconto delle attività di Governo per il 2007. E già solo per questi dati meriterebbe di essere riconfermato alle prossime elezioni, ma andiamo avanti. Continua realisticamente: "Ma le cifre non sono il solo problema, esiste anche una crisi legata alla mancanza di fiducia, che impedisce di camminare spediti. E' fondamentale essere rientrati sotto i parametri che chiedeva l'Europa. un risultato che ci permette di pensare a politiche di programmazione più efficaci. Eppure questo dato non ha cambiato le difficoltà di molte famiglie. Ma la messa in ordine delle nostre casse ci permetterà a fine legislatura di scendere sotto il 100% nel rapporto deficit/Pil , e questo permetterà di liberare risorse per le famiglie, per l'ambiente e per la sicurezza". Niente sparate berlusconiane, niente populismo o demagogia spicciola. Ma un'analisi attenta della realtà, che grazie al suo operato è decisamente migliorata (e badate bene, dico al suo operato, perchè nessun partito lo ha mai veramente aiutato, nessuno, tutti intenti a difendere i loro interessi e il loro consenso). Ma passiamo ad esaminare i vari temi trattati dal premier Romano Prodi:

CRIMINALITA'- «Il 2007 è stato anche l'anno della rimonta contro la mafia. Ma è importante non abbassare la guardia. Comunque il clima è cambiato e in Sicilia molti cittadini hanno trovato la forza di rialzare la testa. Lo Stato non si fermerà nella lotta alla mafia e alla camorra». 

LAVORO - Il tasso di disoccupazione in Italia è il più basso «da 25 anni, nettamente sotto la media europea» ha detto Prodi. Secondo il premier, però, ancora nel Sud «un lavoro pulito e onesto resta per molti un sogno».Prodi ha ricordato la lotta l lavoro nero e l'abolizione dello scalone. Un accenno anche alla sicurezza sul lavoro, definita una grande emergenza nazionale. «Le camere hanno approvato un disegno per questo problema: ora gli strumenti devono diventare operativi e ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità». 

WELFARE- «Siamo un Paese che invecchia. le famiglie vanno aiutate. La Finanziaria ha stanziato 800 milioni per le famiglie, che comprende investimenti per gli asili ma anche per gli anziani non autosufficienti».

REDISTRIBUZIONE DEL REDDITO- «Il 2007 è stato anche l'anno del tesoretto». «L'extra gettito è stato usato per aumentare le pensioni e per l'extra.-bonus di 150 euro, che non è una panacea ma è un primo segnale per la redistribuzione del reddito, un problema che va urgentemente affrontato».

POLITICA ESTERA - Il Premier, dopo aver ricordato i riconoscimenti ricevuti dall'estero le politiche internazionali dell'Italia ha invitato a «uno sguardo meno concentrati su se stessi». 

PROGRAMMI PER IL 2008 - «Dovrà essere l'anno in cui proiettiamo l'Italia nel futuro» ha detto Prodi:. «Ho ben chiare quali sono le politiche e le azioni da adottare. Grazie alla straordinaria azione contro l'evasione fiscale pensiamo che non meno di 20-21 miliardi di euro siano rientrati e questa proseguirà anche nel prossimo anno. Ma la vera sfida è l'efficienza della pubblica amministrazione, che va fatta marciare più speditamente, va resa più snella, più leggera e meno costosa» 

ENTI PREVIDENZIALI - «Vogliamo riformare profondamente gli enti previdenziali, a partire da gennaio.Questo comporterà un risparmio di qualche miliardo di euro. Sempre dal 2008 diminuiremo ancora il numero eccessivo di adempimenti burocratici. L'anno prossimo sarà possibile fare una sola comunicazione obbligatoria per il lavoro e lo stesso per le imprese». 

AMBIENTE- «Doteremo di pannelli solari tutti gli edifici pubblici, tranne quelli di valore storico, a partire dalle scuole. Sarà obbligatorio anche adottare lampade a basso consumo energetico. dal 2011 saranno in vendita in Italia solo lampadine a ridotto consumo energetico. Risparmi ci saranno anche sullo spreco di carta». 

CRESCITA - «Bisogna ridare fiato alla ricerca, per cui stiamo studiando le modalità di finanziamento per rinnovare le dotazioni dei laboratori scientifici delle scuole e poi bisognerà accelerare i tempi per l'assunzione dei 3mila ricercatori in attesa». 

SALARI - «In Italia c'è un problema di reddito per i lavoratori i cui salari hanno perso molto potere d'acquisto, al punto che anche lo sviluppo del paese ne risente negativamente. Bisogna agire prontamente, ma prima è necessario che cresca anche la redditività e che siano ridotte le imposte sui salari medio-bassi». 

TASSAZIONE RENDITE FINANZIARIE - La tassazione delle rendite finanziarie resta nell'agenda del governo. «Il governo ci sta lavorando» ha detto Prodi. «E rimangono nel programma di governo che è un programma quinquennale e sono passati solo 18 mesi».

GOVERNO CADE CON VOTO SFIDUCIA, NON CON ALTRI STRUMENTI - Sollecitato da un giornalista sulle recenti dichiarazioni di Dini, secondo il quale il governo non ha più i numeri per andare avanti. Prodi ha risposto: «Un governo si abbatte con un voto di sfiducia, non ci sono altri strumenti, non con le dichiarazioni o le interviste».

Quoto tutte le sue parole, cari lettori del mio blog, e non mi stancherò mai di ripetere che con una maggioranza cosi esigua e dal punto di partenza in cui si trovava l'Italia dopo 5 anni di berlusconismo, è stato fin troppo fatto, coerentemente ed onestamente. Volevate di più? Bhè, i miracoli non esistono e sicuramente la stessa società italiana, composta generalmente da lobbisti ed affaristi (piccoli o grandi che siano), "pecorones" ed evasori fiscali, non ha aiutato a costruire un'Italia migliore. E' stato fatto più del possibile secondo me. Ora Dini vuole far cadere il governo? Bene, si prenda questa responsabilità ma si prepari anche a darci delle plausibili argomentazioni (la storia della spesa mi sembra pesantemente ridicola, visti i progressi generali della totalità dei conti pubblici). Forse, un Paese come l'Italia, composto da persone che pensano sistematicamente  a come ingannare il prossimo, per coltivare al meglio il proprio "orticello", si merita un padre-padrone come Berlusconi che, avendo capito questo, finirà di costruire (o distruggere) un Paese a sua immagine e somiglianza, dove l'unica verità sarà il suo verbo e dove, l'unica libertà, sarà quella di ripetere lo stesso. Prodi è troppo avanti per noi italiani.


16 dicembre 2007

BUONA DOMENICA CON FINI, BERLUSCONI E TANTA, TANTA PASTA.



Se ci fossero le elezioni politiche entro un dato periodo "x", a prescindere dal sistema elettorale adottato, ma siamo proprio sicuri che il centro-destra tornerebbe al governo? Mi spiego: è risaputo che il centrodestra, tutto unito, ha un buon vantaggio (circa 5%) nei confronti del centro-sinistra. E' anche vero che con un sistema elettorale diverso questo si ridurebbe di circa 2-3 punti, ma lasciamo gli aspetti tecnici a chi di dovere. Voglio fare una domanda diversa: ma siamo sicuri che Fini o Casini decideranno di mettersi seduti allo stesso tavolo con Bossi, Storace e Berlusconi? Ho scritto numerosi post riguardo ormai la fine della Casa delle (sue) libertà, e i paladini delle libertà hanno sempre negato il tutto: eppure oggi, sono venuto a conoscenza di un'intervista di Libero fatta a Gianfranco Fini il quale ha chiuso definitivamente le porte in faccia a Berlusconi e compagnia bella. Infatti, il leader di An, parla della possibilità di creare una forza unitaria di centrodestra a prescindere da Silvio Berlusconi, reo di "aver demolito la Cdl". Ovviamente i forzisti si ergono subito a difesa del padre-padrone, sono pagati per questo. Francesco Storace, ormai in polemica con Fini su qualsiasi cosa, si chiama subito fuori e dispensa sarcasmo. "E' interessante - commenta - la proposta di Fini di costruire un'alternativa alla sinistra senza Berlusconi: è interessante soprattutto per Prodi, che rischiamo di ritrovarci ancora per altri 50 anni". E Berlusconi che fine ha fatto? Berlusconi è sempre preda dei suoi famosi e diversi deliri:

delirio di persecuzione-> il paziente ritiene di essere oggetto di una persecuzione (Dopo l'affondo di ieri relativo alla nuova indagine avviata dalla Procura di Napoli sul mercato dei voti, Silvio Berlusconi rilancia: «ho solo raccontato dei fatti. Oggi c’è un attacco della magistratura al leader di Forza Italia e la sinistra rivolta la frittata e dice che io attacco la magistratura»).

delirio bizzarro-> il paziente aderisce a un sistema di credenze totalmente non plausibili (Berlusconi ha poi ricordato che secondo i sondaggi di Euromedia il popolo delle libertà è al 38% dei consensi e ha ribadito la road map prevista per la costruzione del nuovo partito, che culminerà il prossimo 27 marzo con l’assemblea costituente - Berluscò, è meno. Arrivi massimo al 29%).

delirio di gelosia-> il paziente ha la convinzione infondata e ossessiva di essere tradito dal proprio partner (chieda a Fini o Casini).

delirio di grandezza-> il paziente ha la convinzione di essere estremamente importante, per esempio di essere stato prescelto da Dio per compiere una missione di fondamentale importanza, o di essere l'unico detentore di conoscenze o poteri straordinari (penso non ci sia bisogno di spiegare, vero pecorones?!)

Insomma, mentre regala pacchi di pasta (arriverà anche lui a dare una scarpa prima delle elezioni e l'altra dopo il voto?), come la vecchia e peggiore Democrazia Cristiana, facendo abboccare sempre più pecorones, i "disturbi deliranti", basati su un sistema di credenze illusorie che il paziente prende per vere e che ne alterano la percezione della realtà, prendono sempre più forza e forma nel cervello di questo simpatico vecchietto. Lifting e parrucche non possono niente contro un cervello come il tuo, caro il mio Silvio. Intanto, su Libero, si leggono addirittura frasi del genere: "Non è cattivo, Berlusconi. È che lo disegnano così i giornalisti di sinistra, i magistrati rossi, alcuni alleati". Sempre peggio. Alle brutte, un bel piatto di pasta e via.


17 settembre 2007

L'ITALIA, TRA RIGURGITI LEGHISTI E NAZI-FASCISTI

<b>Festa dei popoli padani a Venezia<br>Bossi dal palco rilancia l'indipendenza</b>

E' una notizia che mi lascia senza parole: è stata realizzata un'operazione di polizia coordinata dalla questura di Varese contro movimenti neonazisti che hanno presentato proprie liste di candidati in occasione delle consultazioni elettorali tenutesi nel 2006 e 2007 in alcuni comuni delle province di Varese, Como, Lecco e Milano.
Attualmente sono in corso 47 perquisizioni effettuate dalla Polizia di Stato della Questura di Varese, coadiuvata dalle Digos di Milano, Roma, Rieti, Novara, Vercelli e Piacenza, con l'ausilio del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia, con l'impiego di oltre 150 agenti. L'indagine della Digos riguarda fondatori, promotori e partecipanti al «Movimento dei Lavoratori Nazionalista e Socialista», di chiara ispirazione nazista. I miei amici pecorones andranno a sottolineare il principio di libertà di pensiero e di espressione, non capendo che partiti del genere inneggiano alla libertà e all'espressione solo per coloro che ne fanno parte. La Digos sottolinea «il tentativo di legittimazione posto in essere nei confronti di un movimento ispirato ai principi del nazionalsocialismo ed inneggianti ai concetti di superiorità razziale ed etnica e discriminatoria per motivi politici e razziali».  Non riesco a capacitarmi di come ci siano ancora persone italiane che possano inneggiare al nazionalsocialismo, e di conseguenza, al suo fondatore Adolf Hitler. Riusciranno mai a studiare la storia questi "disadattati sociali" ? Potranno mai capire quanti morti italiani (e sottolineo italiani), civili e non, ha causato il nazionalsocialismo?

Rimanendo in tema di "gente che non capisco e mai capirò", vi voglio riportare alcune frasi, che giudico ridicole (da villaggio turistico) ma anche molto pericolose, urlate da Umberto Bossi, alleato di fiducia di Berlusconi, in chiusura della festa della Lega, in Riva degli Schiavoni a Venezia:
"sta venendo il momento, quel giorno sta arrivando, è molto vicino. Vedremo se sarà facile per Prodi e i suoi accoliti fermare 10 milioni di lombardi e di veneti. Sarà un evento contro il centralismo statalista romano. Canaglie - ha scandito Bossi - la fine sta venendo". Umberto Bossi, in camicia verde, ha poi assistito al rito dello spargimento delle acque del Po in Laguna come di consueto versate da un bambino in tenuta padana. Mentre il popolo leghista urlava «secessione!», Bossi ha risposto: «Indipendenza. Se ci fosse un referendum, ci sarebbe l'indipendenza dell'Italia perché questa è la scelta della nostra gente che vuole liberarsi dal Tricolore che è un simbolo che non ci appartiene.
Per fortuna che erano meno di 3mila animatori turistici. E Fini dove sta? E il leader della libertà? Ah già, la libertà di dire le "corbellerie" che gli pare.
La coreografia? Una grande colomba bianca stritolata da filo spinato tricolore e la scritta in verde libertà. Chissà se anche i miei amici pecorones forzisti e fascisti appoggiano una scenografia del genere. Soprattutto lo domando a Fini, che parla, parla e riparla di Italia e Patria, ma è il primo a rinnegarla alleandosi con personaggi del genere.  

In una sola parola vergogna a tutti loro, a chi rinnega l'Unità d'Italia e si permette di dare del "cretino" al grande Garibaldi. VERGOGNA.


24 agosto 2007

ENTRATE: AUMENTA IL GETTITO DI 7,8 MILIARDI IN PIU' DEL 2006



Facciamo chiarezza: nel periodo gennaio-inizio agosto, il gettito da autoliquidazione è aumentato di circa 7,8 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2006, con un tasso di crescita annuale di circa il 21 per cento.

I miei amici pecorones diranno: è merito di Berlusconi. Gli farò presente che Berlusconi non è più presidente del consiglio dall'aprile 2006. Mi daranno del comunista o brigatista. I miei amici pecorones diranno: allora spiegaci come sia stato possibile questo aumento di entrate. Gli risponderò che sicuramente la politica contro l'evasione fiscale sta dando i suoi frutti. Il pecorones di turno mi attaccherà dicendomi che sono un golpista o qualcosa del genere. Ovviamente andrò a quotare le parole di Romano Prodi il quale afferma: "Troppe volte si parla del fisco come di un nemico da combattere, dimenticando i servizi e la democrazia che esso garantisce sia a livello statale che locale. Le famiglie e le imprese italiane dimostrano di comprendere che non è con i condoni o i comportamenti furbeschi che si fa più grande e più giusto il Paese". Mi risponderanno con i soliti insulti, con la maleducazione e l'ignoranza. Poi farò notare che con il governo Berlusconi questo successo finanziario  non sarebbe stato mai possibile in quanto con Tremonti si era avviata una politica economica basata sui condoni e sulla depenalizzazione del falso in bilancio. E il gregge mi urlerà contro, andando a ribaltare la realtà delle cose. Gli potrei ricordare tutte le varie notizie sull'evasione fiscale (commercianti e liberi professionisti). Ma non ci sarà niente da fare. Continueranno a difendere Berlusconi e compagnia "brutta". Stanno organizzando lo sciopero fiscale? Peggio per loro e per l'Italia. Ma tanto non capirebbero ugualmente.

La verità fa male, lo so; ma ora sono pronto a prendermi i soliti insulti gratuiti senza motivazione. La realtà è questa. Fatevene una ragione.


16 agosto 2007

SILVIO BERLUSCONI IN SARDEGNA: MODA-MARE A VILLA CERTOSA

<b>L'estate sarda di Berlusconi<br>belle donne e attacchi ai giudici</b>

Come avevo scritto in un post alcuni giorni fa, Silvio Berlusconi aveva un grave problema esistenziale: non sapeva se andare in vacanza alle Bermuda, a Portofino, forse Antigua oppure negli Stati Uniti d'America. Alla fine, ha sciolto ogni dubbio: Sardegna.

E come ogni anno, Silvio Berlusconi dalla Sardegna ci regala delle "chicche" di moda deliziose
: nel 2005 accolse il premier britannico Tony Blair con una magnifica bandana bianca; l'anno seguente aveva sorpreso i miei amici pecorones con vulcani e canzoni; quest'anno si è presentato alla festa dell'amica Anna Betz (vero nome Anna Bettozzi - la rockstar all'amatriciana che si produce i dischi, e si paga i concerti, grazie all'aiuto del marito petroliere Sergio Di Cesare) con una mise anni Settanta: giacca bianca, camicia blu notte, pantaloni scuri e (novità assoluta) un ciondolo di cuoio con alcuni smeraldi. Serata tranquilla questa volta, seduto al tavolo con la deputata di Fi Mara Carfagna, il sindaco di Olbia Giovannelli e i coniugi De Cesari, ai quali si sono aggiunti nel corso della serata Ela Weber (salutata calorosamente dall'ex premier), Valeria Marini e Patrizia Pellegrino (ma la Marini si fa tutte le feste è !?!?).
E se Prodi è "arrogante", Berlusconi manda anche messaggi ai suoi. Allla base dice: "Sono qui ma non in vacanza, lavoro perché a settembre o si rifà l'Italia o si muore". Mentre ai suoi alleati sibila: "Ormai qualcuno ha perso il senso della realtà. Non solo nel centrosinistra, ma anche nel centrodestra. Non polemizzo, osservo solo il fatti ma escludo che l'Udc possa passare dall'altra parte" (problemi nel centro-destra, in quanto Bossi, dopo aver rilanciato lo sciopero fiscale , o meglio, la "ribellione fiscale", ha subito l'attacco di Buttiglione che parla di "follia pura").

Intanto, aspettiamo con ansia le nuove esilaranti "chicche estive" di Silvio Berlusconi.


14 agosto 2007

NON AVEVO DUBBI: UN COMMERCIANTE O ARTIGIANO SU DUE NON EMETTE SCONTRINO FISCALE



Non avevo dubbi: più di un commerciante o un artigiano su due non emette scontrino fiscale. Dopo i
miei innumerevoli post a riguardo,  vorrei riportare un articolo intero de "Il Messaggero" che sposa in pieno le mie, ormai, "famose" tesi:

A fronte di 81.184 controlli effettuati, in 45.781 casi si è dovuto ricorrere ad "atti di contestazione" per la mancata emissione
. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'Agenzia delle entrate, in base al quale si rileva anche come, dopo i controlli, gli incassi "ufficiali" degli esercizi visitati lievitino considerevolmente: dopo gli accertamenti, infatti, i ricavi crescono mediamente del 25% nei quindici giorni successivi rispetto alle due settimane precedenti, e registrano un aumento del 39% rispetto allo stesso periodo del 2006. Secondo gli ultimi dati, a fine luglio gli esercizi che hanno dovuto chiudere - in quanto trovati per la terza volta consecutiva a non emettere lo scontrino - sono 313, a partire dall'avvio dei controlli nel novembre 2006. 

I dati forniti dall'Agenzia delle entrate sono il risultato di uno studio sull'efficacia degli "accessi brevi" condotto dalla Direzione regionale Marche, che ha preso in esame 124 esercizi commerciali già sottoposti, nel 2007, ad almeno un controllo con esito positivo: nel maggio scorso i funzionari sono tornati presso gli stessi esercizi per rilevare, dal registro dei corrispettivi, gli importi annotati nei giorni immediatamente precedenti e successivi al controllo. Si è così scoperto che, nei quindici giorni successivi al primo controllo, un panettiere ha emesso scontrini per il 360% in più rispetto a quelli che aveva emesso nei quindici giorni precedenti. E che un contribuente scoperto a non emettere scontrino il 9 febbraio 2007, dal 10 al 24 dello stesso mese ha avuto incassi per il 229% in più rispetto al periodo 25 gennaio-8 febbraio.
A parte i casi-limite, più in generale è risultato che, dopo la prima constatazione, l'ammontare degli incassi aumenta in media del 25%. Anche nei casi (91 in tutto) in cui è stato possibile reperire i dati relativi alle registrazioni 2006, l'incremento si conferma significativo, con un analogo +25% di corrispettivi registrati nei quindici giorni prima e quindici giorni dopo l'ispezione (ovvero per l'intero periodo in esame) e un +38% nei quindici giorni successivi. Tutto questo, osserva l'Agenzia delle entrate, grazie anche alla nuova normativa più severa rispetto a quella in vigore fino al 29 novembre 2006: tre scontrini fiscali non rilasciati, anche nello stesso giorno (comunque sempre entro cinque anni), possono ora costare l'obbligo di abbassare le serrande, mentre prima, per far scattare la chiusura dell'esercizio, le tre violazioni dovevano essere state commesse in giorni diversi e non semplicemente contestate ma «definitivamente accertate».

Ora andate a rileggervi i miei post e poi ditemi se "Il Messaggero" non va a confermare quello che ho tentato di spiegarvi praticamente da quasi un anno.
Il governo Prodi lotta contro l'evasione fiscale, contro il malcostume italiano e Berlusconi cosa fa? Parla di sciopero fiscale e di stato comunista, stalinista e di polizia tributaria!? Senta, caro Berlusconi, a me sembra che ci sia  soltanto la determinazione di voler far rispettare le leggi a tutti e, in questo caso, di far pagare le giuste tasse a commercianti ed artigiani, che come è stato dimostrato dal suddetto articolo e dai miei post, più volte hanno fatto i "furbetti del quartierino", prima con l'entrata dell'euro (raddoppiando i prezzi) e successivamente nel non rilasciare gli scontrini fiscali.
Chiudo il post e mi chiedo: ma quanti soldi avranno fatto mai con queste "trovate disoneste"? Ed i miei amici "pecorones" pronti a difenderli...



10 agosto 2007

MARCO TRAVAGLIO E IL DIZIONARIETTO DELLE LIBERTA' (OVVIAMENTE LE LORO...)


 
Ero indeciso se inserire tale post nella rubrica satira, in quanto Marco Travaglio , in questo intervento ad AnnoZero, più che fare satira dice delle sacrosante verità.
Ridicolizza le contraddizioni del fare politica dei vari "pecorones forzisti", Berlusconi in primis e in sette minuti butta giu l'intero sistema "ForzaItalia".
Vi suggerisco di guardare con attenzione l'espressione del coordinatore nazionale (???) di ForzaPopulismo, Sandro Bondi al minuto 05:50 (sembra che stia pensando: "e mò che mi invento?").

Ecco il link dove troverete questo memorabile "quadretto":
http://it.youtube.com/watch?v=VoOpkAUX0f8

Ascoltate per bene le parole di Travaglio. Grazie.
Se non le capite, peggio per voi.


2 agosto 2007

I PROBLEMI ESISTENZIALI DI SILVIO BERLUSCONI



Preciso subito che ho inserito tale post nella categoria "Satira", per cui, leggetelo tranquillamente, con il sorriso sulle labbra, sorseggiando un buon succo di frutta e seduti comodamente.

E' estate. E, come tutti gli anni, Berlusconi è preoccupato per alcune ovvie ragioni: no, non è la politica, figuriamoci l'economia italiana o il caso Previti; è molto più importante e serio: non sa dove andare a far danni, o meglio, in parole povere, non sa dove andrà in vacanza. Ma lo posso capire benissimo: poverino ha solo una decina di ville sparse per il mondo, la scelta quindi è veramente difficile. Avesse avuto qualche villa in più, magari il gioco sarebbe stato più semplice; senza contare che, se avesse avuto meno mogli, forse il leader del fronte "w la famiglia" (!!!) avrebbe trovato subito la giusta soluzione. I pecorones hanno invitato Berlusconi a sciogliere al più presto il dubbio, in quanto ansiosi di organizzare feste di benvenuto, con tanto di vulcani e bandane in testa. Cosa non si farebbe per rendere felice il loro padrone: lui, indeciso in quale villa andare, e loro, sotto, come sempre, a fare da "tappetino". Arriveranno a portargli l'acqua con le orecchie? Magari con dentro una scorza di limone? Vedremo. Ci hanno abituato a tutto ormai.

Intanto lo stesso leader di Forza Italia, qualche giorno fa, ha deciso che non sarà in Sardegna a Villa Certosa. «Quest’anno non andrò in Sardegna - ha detto l’ex premier due sere fa al termine di una cena con gli europarlamentari azzurri - perché ho bisogno di ricaricarmi, ho bisogno di riposare. Mi rincresce ma lo scorso anno con tutte le persone che venivano a trovarmi ho dovuto organizzare tanti tour della mia villa ed è stato faticoso». Come se lavorasse lui...
Il Cavaliere, quindi, rinuncerà a Villa Certosa, dove da diversi anni trascorre le sue vacanze, e alle sue amatissime piante? Senza dimenticarci dei cactus. Qualche dubbio c’è anche perché voci raccolte in ambienti di Forza Italia danno per certo l’invito di Berlusconi al premier russo Vladimir Putin e dell’ex premier Toni Blair per trascorre un periodo di vacanza. Dove? A Villa Certosa, naturalmente, che domande.  Allora perchè non andare  a Portofino? No, non si può: «Poi mi tocca sempre fare la guida turistica, ricevere gente, nessun relax». Alle Bermuda nemmeno: «Ci sono i miei figli più grandi, come ogni anno». Nella nuova casa ad Antigua è ancora presto: «Ci sono gli operai, finiscono i lavori a Natale, magari faccio una scappata». Come ho già scritto, l'amatissima Villa Certosa, in Sardegna, è off limits perchè ora ci sono i figli di Veronica, potrebbe raggiungerli la madre. Sembra «un'occupazione proletaria », ci ha scherzato lui e ci ridiamo sopra noi, con un pizzico di tristezza (molta tristezza) per chi la vacanza non può proprio permettersela, perchè arrivare a fine mese è già un'impresa.

Sarà franiteso anche questa volta? Intanto ridiamoci su.
Grazie Silvio, come fai ridere tu, nessuno mai!




26 luglio 2007

SILVIO BERLUSCONI: L'UOMO DEL CHIAGNI E FOTTI



Siamo alle solite: Silvio Berlusconi  è deciso a non collaborare con il centro-sinistra per cercare un accordo sulla riforma elettorale
. Queste le sue parole sconsiderate: "Non c'e' nessun accordo da fare" con il centrosinistra sul fronte della legge elettorale, ma va difeso il bipolarismo.
Eppure la maggioranza di governo era stata chiara: per cambiare la legge elettorale servirebbe il consenso di piu parlamentari possibili, anche nelle file del centro-destra; deve essere una riforma portata avanti da tutti i partiti politici, per il bene dell'Italia
. Certo, Berlusconi forse si sarà ricordato che la legge elettorale approvata durante il suo governo è stata portata avanti con i soli voti della maggioranza di destra: questa volta, invece, gli viene offerta a lui la possibilita di trovare un accordo politico per la riforma elettorale, ma lui non accetta niente.
Ma io so già come andrà a finire: la legge elettorale dovrà farsi per forza (non si può andare avanti con la "porcata Calderoli"), si pregherà Berlusconi e company di trovare dei punti di incontro; non si troveranno e Berlusconi adotterà quella che è la sua arma principale: quella del chiagni e fotti.
Urlerà al golpe di Stato, parlerà di dittatura comunista, dimenticandosi però che la possibilità di trovare un accordo gli è stata più volte presentata e che lui, al contrario, durante i suooi 5 anni di governo, cambiò le regole fondamentali della vita politica a colpi di maggioranza.
Come dimenticarsi la legge ad-coalitionem
, ovvero la legge elettorale del 2006 che, data la morfologia delle formazioni politiche all'atto delle elezioni governative, si riteneva dovesse permettere ai partiti della coalizione di centrodestra di ottenere un numero di seggi fortemente superiore rispetto a quanto sarebbe avvenuto con la precedente normativa? Approvata a colpi di maggioranza, incurante delle pressioni del Presidente della Repubblica che invocava accordo fra le varie forze parlamentari.
Ma tutto questo fa parte di un progetto ben definito: il chagni e fotti! "I comunisti non mi hanno offerto nessun tipo di accordo, i comunisti mangiano i bambini, la pravda, illiberali etc etc" ed anche se gli faranno notare che l'invito a collaborare c'è stato, lui chiagnerà, ottenendo l'appoggio dei pecorones di turno che grideranno al complotto.

Presto sugli schermi televisivi Silvio Berlusconi in: "L'Arte del Chiagni e Fotti".



 

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